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Tuesday 2 December 2017

Tutto pronto per la 10^ edizione di Progetto Fuoco

Per 5 giorni, dal 24 al 28 febbraio, Veronafiere ospiterà Progetto Fuoco, il più importante evento mondiale nel settore del riscaldamento a legna. Una manifestazione unica nel suo genere, con numeri di assoluto rilievo: oltre 750 aziende (+15% rispetto all’edizione precedente) delle quali oltre 250 estere di 38 diversi Paesi distribuite su 105.000 metri quadrati di superficie espositiva con l’esposizione di oltre 250 prodotti funzionanti, grazie a un collaudato impianto di aspirazione fumi. 

Quella del 2016 promette di essere un’edizione in crescita anche dal punto dei visitatori, che nell’edizione 2014 sono stati  75.000  i visitatori, 9.000 dei quali stranieri, provenienti da ben 36 Paesi. Uno degli impegni primari degli organizzatori è stato quello di sviluppare la promozione verso l’estero della manifestazione, con un’azione di incoming di operatori stranieri, realizzata in collaborazione con ICE e Veronafiere, provenienti da tutti i principali mercati di sbocco del settore, ma anche da mercati nuovi ed emergenti

Un’offerta espositiva che rappresenta il gotha della produzione mondiale a proporre, in 7 padiglioni più le aree esterne,  l’intera gamma di attrezzature, sistemi e prodotti: dai caminetti alle stufe a legna e a pellets, dalle cucine a legna alle termocucine, fino agli accessori. In pratica una sorta di mercato globale per gli addetti al settore come installatori, produttori di biocombustibili, manutentori, progettisti, commercialisti, fino ovviamente all’utilizzatore finale di impianti a biomasse, sia in scala domestica che civile e industriale.

Piemmeti spa, società organizzatrice di Progetto Fuoco 2016, si avvarrà, per questa che è la decima edizione, delle collaborazioni di AIEL, Università di Padova, TeSAF, Anfus, Assocosma e con una proposta di oltre 30 tra convegni, workshop, seminari e dimostrazioni,
 ricca di contenuti e approfondimenti su un tema, quello del riscaldamento a legna, quanto mai attuale e intorno al quale ancora emergono dubbi e diffidenza generate spesso da una informazione approssimativa, talvolta addirittura scorretta.

Basti pensare che un miglior sfruttamento di una risorsa come il riscaldamento a legna, che l’Italia sfrutta solo per il 25% della potenzialità,  potrebbe produrre benefici in termini di cura dei boschi (grazie a procedure mirate e di semplice attuazione), notevole aumento di manodopera (attualmente sono impiegate circa 45.000 unità lavorative – dati Aiel) e una progressiva emancipazione dalla dipendenza da fonti di energia da fonti fossili per le quali l’Italia spende oltre 60 miliardi di euro l’anno, importando prodotto principalmente da Russia, Algeria e Libia. E fin qui possiamo parlare di disinformazione. Ma possiamo parlare di informazione inesatta quando si vanno a toccare temi come l’ambiente e la salute della popolazione. In particolare è stato sollevato il caso legato all’inquinamento derivante dalle stufe a legno, soprattutto in alcune zone del nordest italiano. In realtà il problema è relativo all’utilizzo di impianti di combustione obsoleti o malfunzionanti per quanto riguarda le caldaie o la scarsa conoscenza dell’uso del legno e delle tecniche di accensione dei camini, unitamente alla scarsa manutenzione delle canne fumarie. Ma è stato verificato, sulla scia di studi indipendenti effettuati già nel 2005 da Arpa Biella, che l’utilizzo di apparecchiature performanti e una corretta procedura di manutenzione riduce drasticamente l’emissione di polveri nocive e quindi, di conseguenza, l’inquinamento.  Ancor più quando si sceglie di adottare un sistema di caldaie a pellet che prevede un’accensione automatizzata, dunque più sicura e più in sintonia con l’ambiente.

Progetto Fuoco intende dunque portare il suo contributo favorendo momenti di incontro per fare il punto su dinamiche di mercato, normativa per la produzione, miglioramento delle performances a favore della tutela della salute umana e dell’ambiente.
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